Antonio Vasta

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Formazione classica (diploma in pianoforte e studi di fisarmonica) e ricerca e reinterpretazione della tradizione etnomusicologica siciliana si innestano fin da principio nel mio percorso artistico, sconfinando sovente in territori diversi ma affini quali la world music, il jazz, la musica per orchestra, il teatro, la letteratura, il cinema e l’arte contemporanea. I miei primi strumenti sono il pianoforte e la fisarmonica, ma un posto speciale conquista presto la zampogna, la cui antica arte apprendo spontaneamente all’età di dodici anni.
La passione per la zampogna, cui ho dedicato la mia tesi di laurea in Discipline della Musica, mi porta a coltivare e promuovere, da ricercatore e musicista, il repertorio tipico della tradizione e al contempo a proporla in contesti differenti e con soluzioni originali. L’ultimo arrivato, ma non per questo il meno importante, è l’organetto diatonico, un altro strumento legato a una tradizione ancora viva, specie nel Mezzogiorno d’Italia.

L’incontro con Ambrogio Sparagna è da stimolo per l’avvio di un mio percorso personale di studio e valorizzazione dello strumento, che, tra l’altro, mi ha consentito di approfondirne le radici e la tradizione nella mia terra d’origine (la provincia di Messina) e di accostarmi da solista a una realtà importante quale l’Orchestra Popolare Italiana diretta da Sparagna. Gli incontri artistici sono moltissimi. Dagli esordi con il cantastorie Fortunato Sindoni, all’esperienza con Luciano Maio e la Taberna Mylaensis, da cui è scaturita un’amicizia e una collaborazione che dura ancora oggi. Poi l’incontro con Mario Incudine e la condivisione di infiniti momenti di musica e teatro in giro per il mondo con tanti altri cari amici musicisti. E con Mario siamo ancora in viaggio… Un’affinità artistica e un’amicizia mi legano da qualche anno a un altro grande della musica italiana, Kaballà: progetti in corso (penso allo spettacolo Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria, “contaminazione fra note, parole e suggestioni visive” e a “Malarazza, omaggio al Modugno siciliano” insieme a Incudine e Tony Canto) e altri in cantiere… Gli incroci con altri artisti, con cui ho diviso il palco, lo studio di registrazione, la genesi di brani e lavori discografici, sono davvero numerosissimi. Se mi volto alle spalle, difficile ricordarli tutti come meritano.

Un’esperienza entusiasmante è stata la collaborazione con Francesco De Gregori e l’Orchestra Popolare Italiana, che ha prodotto un tour di grande successo “Vola, vola vola” (da cui è stato realizzato un cd live) e la partecipazione al lavoro discografico del cantautore romano “Vivavoce”. Con particolare gioia ricordo i concerti di apertura del tuor “Apriti Semamo” di Franco Battiato in giro per i teatri italiani.

Poi gli incroci musicali con grandi professionisti tra cui Lello Analfino, Simone Cristicchi, Lucio Dalla, Mimmo Epifani, Francesco Giunta, Etta Scollo, Patrizia Laquidara, Enzo e Lorenzo Mancuso, Orazio Maugeri, Ron, Antonella Ruggiero, Peppe Servillo, Alessia Tondo, Tosca, Mario Venuti, Lucilla Galeazzi, Clara Murtas, Fausta Vetere, Anita Vitale, Serena Lao, Laura Mollica, Aida Satta Flores, Massimo La Guardia, Francesco Buzzurro, Giuseppe Greco, Alfredo e Letizia Anelli, Francesca Incudine, Toti Poeta, Giancarlo Guerrieri, Roberta Gulisano, Giuseppe Cusumano, Nino Frassica, Rita Botto, Edoardo De Angelis, Fausto Mesolella, Mimmo Ciaramella, Carmen Consoli, Hevia, Faisal Taher, Marco Guerzoni, Donatella Finocchiaro, Angelo Tosto, Mauro Ermanno Giovanardi.

Suggestive e stimolanti sono state anche le commistioni con il teatro, il cinema e la letteratura: gli incontri con Moni Ovadia (“Le Supplici” di Eschilo al Teatro Greco di Siracusa per le quali ho composto le musiche insieme a Mario Incudine e Kaballà e il recital musicale “Anime Migranti. Parole di cartone”), Massimo Ghini, Mimmo Mignemi e Vincenzo Crivello in “Cannibardo e la Sicilia” di Andrea Camilleri (in prima nazionale al Festival dei due mondi di Spoleto), Valeria Contadino (“Le metamorfosi” di Andrea Camilleri), Paride Benassai (Ricominciamo), Ivan Bertolami (con le mie musiche originali di “Novecento”), Pietrangelo Buttafuoco (“Il dolore pazzo dell’amore”); la partecipazione come coautore delle musiche, attore e musicista allo spettacolo teatrale ”Muddichi di suli alla tavola di Yasmina” con Egle Doria, Emanuele Puglia e Cosimo Coltraro, le musiche scritte fianco a fianco con Mario Incudine per lo spettacolo teatrale “Il Ciclope. Odissea un racconto Mediterraneo”; lo spettacolo di teatro danza “La Taranta della luna nuova” realizzato con le compagnie “Imperfect Dancers” e “Balletto 90” per le musiche di Incudine e Sivilotti e le coreografie di Walter Matteini; lo spettacolo di musica e danza “Sinfonia per una taranta”, ideato da Ambrogio Sparagna e dal coreografo russo-belga Misha van Hocke; l’incontro con il compositore romano Paolo Vivaldi, autore di colonne sonore per film e fiction, che mi ha portato ad eseguire insieme all’Orchestra Italiana del Cinema, alcune tra le pagine più suggestive della musica da film.

Tanti sono stati i palcoscenici che ho conosciuto in questi bellissimi anni di musica e tanti i luoghi indimenticabili: l’Italia tutta, Olanda, Francia, Normandia, Spagna, Portogallo, Marocco, Tunisia, Grecia, Israele, Turchia, Africa, Stati Uniti, Russia, Siberia, Messico

Sito Ufficiale: antoniovasta.it