Musica e Postura

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MUSICA E POSTURA®
Un progetto che nasce dalla collaborazione tra l’Istituto di Posturologia Clinica Sistemica e l’ Accademia Chitarristica Johann Kaspar Mertz.
Finalizzato all’ approfondimento delle problematiche legate alla postura dei musicisti, propone un approccio globale e integrato partendo dall’inscindibilità tra mente, corpo e psiche e dall’ interazione tra i sistemi del corpo. Il progetto si rivolge non solo ai musicisti ma anche agli operatori dello spettacolo, agli operatori del benessere in generale e a tutte le figure professionali legate direttamente o indirettamente al criterio della postura.

La nostra Mission è fornire al musicista dei mezzi funzionali per liberarsi dalle tensioni croniche e per ottimizzare la performance attraverso una più profonda percezione di sè che lo porti ad acquisire una postura sana ed a rientrare nella propria fisiologia e nei propri equilibri.

L’ approccio convenzionale insegna a organizzare il movimento partendo dall’ asse centrale del corpo identificandolo con un filo a piombo statico. 

Quando però il musicista comprende che in realtà quel filo gravitazionale non è una posizione da mantenere nello spazio bensì un’ attività dinamica basata sulla percezione, il rapporto tra la sua materia e quella del globo terrestre si trasforma da un conflitto in un’ armonia: la gravità organizza la nostra esistenza e non attraverso un atto di forza riusciamo a farcela amica.

Jerzy Grotowski   riferendosi ai suoi attori parlava di un “corpo deciso”. Così come deciso è il corpo del musicista che non deve essere diviso fra il “volere” e l’ “esprimere”.
Finchè “vorrà” esprimere sarà vittima di nuove retrazioni, ma quando ricorrerà alle sensazioni cinestetiche e agli automatismi che una percezione più profonda può regalargli, sarà libero di esprimere e basta.A quel punto il musicista è pronto per aprirsi all’ esecuzione stessa, alla comunicazione verso gli altri, alla capacità di emozionare e di emozionarsi, ad abbandonarsi alla grazia e all’eleganza del gesto musicale non più solo meccanico e, infine, al “potere” che la Musica gli conferisce.
Un corpo che si espande e non implode a causa delle compressioni.
Un corpo che cerca gli spazi e i vuoti dentro se stesso
per poter essere pieno…
…del proprio talento se vogliamo, e della
propria unicità… 
 
 

Carmelo Bene  sosteneva che non bisogna produrre capolavori ma “essere” capolavori.
E questo nostro corpo altro non è che un’ opera d’arte in movimento.

L’ approccio sistemico, partendo dal presupposto della comunicazione tra i sistemi, compreso quello connettivo vero e proprio organo della postura, attribuisce a quest’ ultimo un ruolo fondamentale nel processo di autoregolazione e autoguarigione dell’ organismo.

Se gli involucri fasciali che ogni cosa avvolgono e interconnettono sono liberi, consentono alle strutture adiacenti di scivolare l’ una sull’ altra; questo comporta minore compressione articolare, migliore funzionalità organica e circolatoria e più efficienza del sistema nervoso nel coordinare il movimento. 
 

Per un musicista è la differenza. 

“Così centrato il tronco convive con le sue disfunzioni. Così centrata la psiche canalizza le sue contraddizioni. Così centrati noi stessi dispieghiamo la nostra energia. Il divenire è adesso. La gioia è più facile di quanto si creda. Siamo nel fluire del tempo. Siamo noi il tempo. Portavoci di gioia. Portavoci di bellezza.” 

 (da “UN CORPO POVERO studio sulla maschera neutra” di Gerardo Martino)
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